Settore edile in ripresa secondo Cresme e Istat

Dopo 4 anni secondo l’Istat il mercato edile torna a dare segni di crescita con un +0,4 su base annua.


Nel rapporto Cresme per il biennio 2016-2018 si evidenzia che stiamo per entrare nel settimo ciclo edilizio, ovvero “un ciclo edilizio selettivo in termini di tipologie di prodotti, di servizi, di modelli di offerta e di territori, ma che segna l’avvio di una fase nuova”. Il Cresme evidenzia che “l’onda della quarta rivoluzione industriale dell’economia investe anche il settore delle costruzioni, spingendolo verso la sua seconda rivoluzione industriale, dopo quella ottocentesca del cemento armato. Produttività e modelli organizzativi vengono messi alla prova in un clima ancora incerto, ma che sta migliorando. Innovare diventa la parola chiave per le costruzioni nel settimo ciclo edilizio”. Il rapporto il concetto di innovazione legato all’ambito delle costruzioni e se è possibile la ripresa per quanto riguarda le nuove costruzioni.
L’Istat a settembre 2015 a riportato in primo dato positivo, dopo ben 4 anni di calo del settore edile, con  +0.40 sulla produzione delle costruzioni, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un input positivo che non si registrava dal 2011 considerando che il settore edile è stato tra i maggiormente colpiti dalla crisi economica che bloccato l’Italia, con oltre 800 mila posti di lavoro bruciati, con permessi di costruire scesi al di sotto del livello registrato nel lontano 1936. Un +0.40 è un dato ancora flebile , data la considerazione appena fatta, ma se abbinata ai segnali di crescita nei bandi di gara per lavori pubblici e nel mercato immobiliare residenziale, sia in termini di compravendite che di mutui erogati alle famiglie per l’acquisto di un’abitazione, non possiamo che essere positivi.
Il presidente dell’Ance, Alberto De Alberti si dimostra positivo per il 2016 e confida in una rapida  approvazione dei provvedimenti in tema edilizio coma la Legge di Stabilità 2016 e il Codice degli Appalti. Ha inoltre dichiarato che bisogna intervenire con “piccoli interventi fondamentali per dare smalto alla ripresa a partire dalla detrazione del 50% dell’Iva pagata sull'acquisto di abitazioni in elevata classe energetica”.

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