Scia 2, nuove regole per l'edilizia


Continuano i lavori per compilare la nuova Scia 2, grazie alla quale sarà più semplice individuare il titolo edilizio per ogni lavoro. Il testo, che mette in pratica la Riforma della Pubblica Amministrazione (Legge 124/2015), è stato già bollinato dalla Ragioneria Generale dello Stato. Il nuovo decreto modificherà il Testo unico dell'edilizia (Dpr 380/2001), specificando gli interventi sottoposti a Scia, quelli che hanno bisogno del permesso per costruire e tutti i casi in cui è ammesso il silenzio assenso. Quei lavori che non sono indicati nella lista possono essere considerati di edilizia libera. All'interno del decreto è contenuta una nuova tabella di sintesi molto voluminosa, in base alla quale si può consultare l'iter amministrativo da seguire in corrispondenza del lavoro da svolgere.
Secondo le indicazioni fornite dalla tabella le manutenzioni ordinarie sono considerate attività di libera edilizia, le manutenzioni straordinarie leggere richiedono la CILA, mentre le manutenzioni straordinaria pesanti richiedono la SCIA. La tabella indica che per quanto riguarda gli interventi di cambio di destinazione d'uso bisogna presentare la CILA. La tabella inoltre specifica che è necessario il permesso di costruire per la realizzazione di pertinenze, per la costruzione di depositi e per le ristrutturazioni urbanistiche. Sono invece considerate attività di edilizia libera l'installazione di pannelli fotovoltaici e l'eliminazione di barriere architettoniche, che però può avere bisogno della CILA in caso di installazione di ascensori. Il decreto riassume tutti gli adempimenti necessari successivi all'intervento edilizio, come la comunicazione di fine lavori, l'agibilità e la realizzazione degli impianti a servizio dell'edificio.
A partire dal 1° gennaio 2017 ci sarà il via all'unificazione della Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), che avrà modelli unici in tutta Italia. Il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore il 28 luglio con il D.lgs. 126/2016. Secondo la SCIA unificata esistono tempi prestabiliti entro cui le Amministrazioni devono rispondere, con il divieto di richiedere informazioni e documenti aggiuntivi rispetto a quelli previsti o di cui gli uffici pubblici sono già in possesso. Spetterà al professionista presentare un'unica SCIA allo sportello unico dell'amministrazione interessata. Sarà poi la stessa amministrazione a trasmettere le richieste alle altre PA se dovessero risultare necessarie altre autorizzazioni o verifiche preventive.

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