La camera approva la delega sulla Riforma degli Appalti

Il disegno di legge delega per la riforma dei contratti pubblici e appalti pubblici è stato approvato dalla Camera e passa in visione al Senato.


Il Ministro dei trasporti Graziano Delrio, che ha indicato l’obiettivo di avere il nuovo Codice entro giugno.Intanto alla Camera il disegno di legge delega è stato approvato con  con 348 voti favorevoli, 78 contrari e 25 astenuti.
Quale  termine per il recepimento delle direttive 2014/23/Ue sui contratti di concessione, 2014/24/Ue sugli appalti pubblici (che abroga la direttiva 2004/18/CE) e 2014/25/Ue sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali (che abroga la direttiva 2004/17/CE) è stato indicato il 18 aprile 2015. Entro il 31 luglio il termine entro cui approvare il Codice Appalti vero e proprio, cui devono far seguito le linee guida messe a punto dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e dall'ANAC.

Un punto molto importante è il divieto di gold plating: non potranno quindi essere introdotte regole più severe di quelle comunitarie.

Per i bandi di gara verranno favorite le procedure telematiche e le Stazioni appaltanti  dovranno pubblicare i bandi sul loro sito. I criteri di aggiudicazione, le condizioni per l’esecuzione dei contratti e la scelta delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione dovranno inoltre assicurare l’accessibilità alle persone con disabilità.

Non è previsto il riconoscimento degli incentivi alla progettazione del 2%, per i dipendenti pubblici che verranno utilizzati per attività di programmazione controllo.
Si prevede una limitazione dell’appalto integrato considerando il contenuto innovativo o tecnologico delle opere da appaltare in rapporto al valore complessivo dei lavori.
Rispetto alla versione approvata dalla Commissione, viene meno il limite più preciso che ammetteva il ricorso agli appalti con contenuto tecnologico superiore al 70% dell'importo del contratto.
Il Ministro dei trasporti Graziano Delrio spiega che gli aggiudicatari di una concessione attraverso una gara può affidare tutti i lavori alla società in house, mentre il  titolare di una concessione di importo superiore a 150 mila euro senza aver vinto una gara, dovrà affidare l'80% dei lavori bandendo una gara e il restante 20% potrà andare alle società in house.

Sono previste deroghe alle procedure ordinarie esclusivamente in casi di emergenza e dovranno essere dettate delle linee guida per gli appalti legati ad esigenze di Protezione civile.

 I servizi di ingegneria e architettura e tutti i servizi di natura tecnica dovranno essere affidati basandosi sul criterio o dell’offerta economicamente più vantaggiosa, oltre al criterio del costo o del prezzo.
Saranno introdotti i concorsi di progettazione per valorizzare la fase progettuale e la qualità architettonica. Dunque non ci saranno più gare bandite sul progetto preliminare.  I progetti dovranno essere pubblicati online per garantire la ponderazione delle offerte. Sarà incoraggiato inoltre l'uso del BIM (Building Information Modeling) per la simulazione elettronica delle informazioni edilizie.

Le imprese verranno giudicate anche in base alla “buona condotta” seguita negli appalti precedenti,  non più esclusivamente sul fatturato o sul numero di addetti e sui requisiti formali.
Gli appalti richiederanno la garanzia della  sostenibilità energetica e ambientale legando il criterio di aggiudicazione ai costi del ciclo di vita dei prodotti, con un punteggio maggiore per i lavori, i beni e i servizi con un minore impatto sulla salute e sull’ambiente.
Per i subappalti in caso di inadempimento da parte dell’appaltatore, la Stazione Appaltante procederà al pagamento diretto dei subappaltatori.
 
In alcuni casi da definire, sarà obbligatorio indicare tre subappaltatori per ogni categoria di lavori da subappaltare in modo da garantire la continuità dei cantieri. L'idoneità delle imprese dovrà essere garantita dal titolare del contratto d'appalto.
 
Soddisfatti Patrizia Lotti,  Presidente Oice, (l'Associazione di categoria, aderente a Confindustria, che rappresenta le organizzazioni italiane di ingegneria, architettura e consulenza tecnico-economica) e lo stesso Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC), che dichiara ““Tra gli innumerevoli aspetti positivi – indicati da Freyrie - la cancellazione del massimo ribasso, l’abolizione del regolamento di attuazione, l’abolizione dell’incentivo del 2%, fino ad ora una vera e propria alterazione del mercato” . L’approvazione della delega secondo il presidente del CNAPPC costituisce “un segnale fortissimo per il nostro Paese per riaffermare la qualità dell’architettura, che rappresenta l’unica arma contro la cattiva sorte delle opere pubbliche e il malaffare". 

Scarica la normativa completa:
Disegno di legge delega del 29 agosto 2014
Disegno di legge delega del 31 ottobre  2014
Disegno di legge delega del 18 novembre 2014
Disegno di legge 8 aprile 2015
Disegno di legge 3 giugno 2015
Testo approvato dal Senato 18 giugno 2015
Testo approvato dal Senato 18 giugno e trasmesso alla Camera

Testo primo ottobre 2015 approvato in commissione Ambiente - Camera
Testo nove ottobre 2015 presentato alla Camera

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