CentroMetal è stata protagonista della realizzazione del manto di copertura dei due nuovi fabbricati di ampliamento dell’Università ROMA3 Facoltà di Ingegneria con lo speciale prodotto DRYTEC 550®. Sul fabbricato di maggiore superficie è stato realizzato un impianto fotovoltaico totalmente integrato con moduli flessibili FUJI FPV1092.
LA COPERTURA
La copertura è stata realizzata ex-novo a seguito del completamento di due nuovi fabbricati. La scelta progettuale e stata quella di realizzare un “pacchetto di copertura” in opera, costituito da una “prima lamiera” strutturale, costituente lo strato portante, da un materassino in lana minerale, costituente lo strato di isolamento e da una “seconda lamiera” costituente lo strato impermeabile.
La nuova copertura metallica nel suo insieme ha una superficie di circa 3100 mq ed è stata profilata a pie’ d’opera direttamente in cantiere permettendo di realizzare lastre uniche di notevoli dimensioni, curve, garantendo la continuità delle stesse da gronda a gronda evitando così sormonti di testa e garantendo l’omogeneità dell’involucro edilizio.
La scelta tecnico-funzionale che ha presieduto alla realizzazione del pacchetto di copertura e stata quella di fornire un manufatto che offrisse le massime garanzie in fatto di tenuta agli agenti atmosferici e che limitasse nel contempo gli interventi manutentivi.
Si è pertanto puntato sulla solidità dei componenti di supporto della copertura e dei canali di gronda, utilizzando una lamiera grecata strutturale in acciaio per la costituzione del piano di posa della copertura, ponendo in opera dei “sottocanali” in lamiera di acciaio 20/10 per sostenere i canali di gronda frontali, evitando cosi di ricorrere al vetusto sistema di tiranti e cicogne; mentre nella parte circolare della copertura inclinata e nella parte frontale della copertura piana, i canali, sono stati poggiati direttamente sulla grecata e fissati alla sottostruttura in acciaio della copertura.
La copertura metallica adottata è del tipo a “giunto drenate” senza fissaggi esterni tale da garantire il massimo di tenuta agli agenti atmosferici con la contemporanea insensibilità alle azioni delle dilatazioni termiche del metallo. Il materiale utilizzato per la profilatura delle lastre è l’alluminio lega 5754, ad alto tenore di magnesio, nello stato fisico H18, che viene prodotto per realizzare manufatti resistenti sia alle piogge acide che agli ambienti salini e marini; infatti, la perdita di spessore, misurata su lastre di tale lega, non preverniciate ed esposte ad atmosfere fortemente industriali e ad ambienti marini risulta essere di appena e rispettivamente, di 50 e 76 microns.
Le lattonerie di bordo, i cappellotti perimetrali, i canali di gronda e le lattonerie di colmo sono realizzate in alluminio preverniciato lega 3105, stato fisico H14 nello spessore di 10/10 di mm e conformate per pressopiegatura.
La giunzione fra lattonerie e stata effettuata tramite rivetti in alluminio o 4,8 mm gambo 12 mm e le sigillature con sigillante siliconico neutro di colore grigio specifico per lattonerie previa doppia sgrassatura alla fiamma di tutte le superfici da connettere. I pochi fissaggi a vista sono stati protetti borchie in alluminio preverniciato o 30 mm applicati con il sigillante siliconico di cui in precedenza.
Tutta la copertura nel suo insieme e stata realizzata conformemente alla norma UNI 10372 "Istruzioni per la progettazione, l’esecuzione e la manutenzione di coperture realizzate con elementi metallici in lastre" ed alla norma UNI 10724 "Sistemi di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche – istruzioni per la progettazione e l’esecuzione con elementi discontinui".
L’IMPIANTO FOTOVOLTAICO.
L’impianto è costituito da un totale di 268 moduli. I moduli utilizzati sono modello FUJI - FPV1096 di potenza pari a 92Wp, la potenza complessiva dell’impianto è di 24,656 kWp. I moduli flessibili FPV1092 sono incollati su appositi supporti metallici e inseriti meccanicamente tra le greche della copertura DRYTEC 550®.
L’impianto fotovoltaico è collegato secondo un allacciamento di net-metering alla rete di distribuzione del gestore elettrico, immettendo nella stessa l’energia prodotta ma non utilizzata. Per la protezione della rete è presente, tra il generatore fotovoltaico e la rete stessa, un dispositivo di interfaccia che consentirà il distaccamento automatico di sicurezza non appena non siano verificate le condizioni di regime e di sicurezza. Un contatore consentirà di misurare l’energia immessa in rete e quindi di contabilizzare l’energia prodotta localmente. |